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La vergogna in questo Paese si risolve troppo spesso a colpi di manganello. Quando il potere non ha più parole usa la violenza. L”immagine di questi cittadini italiani, già vittime del terremoto e poi di questa ricostruzione coatta offerta dal duo Berlusconi Bertolaso, presi a manganellate per le strade di Roma è la vergogna più grande.
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Rifarsi sulle vittime, picchiare chi chiede di essere trattato come tutti gli altri cittadini che in passato sono stati colpiti da catastrofi come quella del 6 aprile 2009. Solo a pensarci viene la nausea. Vederlo accadere sotto i propri occhi fa scattare la rabbia. Una rabbia lucida e determinata che ci fa chiedere tre cose, immediate.
1) la sospensione dei responsabili in divisa dei fatti di oggi e un”immediata indagine per individuare da subito le responsabilità lungo la catena di comando fino a censurare se ci sono state pressioni politiche per una gestione muscolare della manifestazione.
2) l”immediata proroga delle poche facilitazioni che fino a giugno avevano le popolazioni terremotate a partire dal regime fiscale e dalla sospensione delle tasse.
3) l”immediata stesura e discussione di una legge speciale per le aree colpite dal sisma sul modello di quelle promulgate per il Friuli e Umbria e Marche.
Quello che è successo e sta succedendo per le strade di Roma sta facendo il giro dei media del mondo. Ma non di quelli italiani. La distanza fra realtà e racconto mediatico è diventato uno dei problemi più gravi della nostra democrazia. Che da ora la Rai si ricordi di quello che sta succedendo davvero a L”Aquila e smetta di raccontare solo la versione, di parte, degli indagati con responsabilità di governo.
E poi pretendiamo delle scuse pubbliche e sentite verso il sindaco Cialente e i suoi colleghi dei comuni colpiti dal sisma e verso migliaia di cittadini italiani presi in giro, vessati, presi in ostaggio e poi abbandonati. E che quei manganelli spariscano. Ora. Subito.
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Fonte: gliitaliani.it.
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