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di Giuseppe Masala.
La crisi greca si avvia verso un triste epilogo: l’uscita del paese ellenico dall’area Euro.
O
meglio, in realtà , ci si avvia verso la formalizzazione giuridica e
politica di ciò che si è già verificato da un punto di vista della
teoria economica con il provvedimento del governo greco che — più di una
settimana fa, obtorto collo — ha introdotto un ferreo controllo della circolazione dei capitali e la chiusura delle borse e delle banche.
meglio, in realtà , ci si avvia verso la formalizzazione giuridica e
politica di ciò che si è già verificato da un punto di vista della
teoria economica con il provvedimento del governo greco che — più di una
settimana fa, obtorto collo — ha introdotto un ferreo controllo della circolazione dei capitali e la chiusura delle borse e delle banche.
Il no al piano di austerità sancito dal referendum, nonostante
l”incredibile campagna mass mediatica tendente a terrorizzare
l”elettorato e così costringerlo a votare si, non ha spostato
minimamente le posizioni in campo: i paesi e le istituzioni creditrici
continuano a pretendere l”accettazione senza condizioni di ulteriori
riforme sulla base dei dogmi della “supply-side economics” e del “Washington Consensus“
del Fondo Monetario Internazionale mentre, dall”altro lato i greci
pretendono che le istituzioni creditrici accettino un taglio al debito
pregresso e un riscadenzamento delle rate più favorevole.
l”incredibile campagna mass mediatica tendente a terrorizzare
l”elettorato e così costringerlo a votare si, non ha spostato
minimamente le posizioni in campo: i paesi e le istituzioni creditrici
continuano a pretendere l”accettazione senza condizioni di ulteriori
riforme sulla base dei dogmi della “supply-side economics” e del “Washington Consensus“
del Fondo Monetario Internazionale mentre, dall”altro lato i greci
pretendono che le istituzioni creditrici accettino un taglio al debito
pregresso e un riscadenzamento delle rate più favorevole.
In una simile situazione di stallo, appare come del tutto marginale
l”annuncio di dimissioni del Ministro delle Finanze greco Yanis
Varoufakis. Una mossa tattica fatta dal governo greco tendente a
togliere qualunque alibi ai creditori legato alla presunta eccentricitÃ
del ministro. Tutto inutile, a umile parere di chi scrive: quando le
distanze reali, certificate da numeri e tabelle, sono così nette si può
mandare a trattare anche la persona più moderata e più gradita alla
controparte, gli ostacoli rimarranno comunque insormontabili.
l”annuncio di dimissioni del Ministro delle Finanze greco Yanis
Varoufakis. Una mossa tattica fatta dal governo greco tendente a
togliere qualunque alibi ai creditori legato alla presunta eccentricitÃ
del ministro. Tutto inutile, a umile parere di chi scrive: quando le
distanze reali, certificate da numeri e tabelle, sono così nette si può
mandare a trattare anche la persona più moderata e più gradita alla
controparte, gli ostacoli rimarranno comunque insormontabili.
A certificare questo, proprio ieri, sono arrivate dichiarazioni molto
rigide del duo Hollande-Merkel riunitosi in un vertice informale a
Parigi: i creditori pretendono proposte “credibili”, in altri termini,
non bisogna parlare di taglio del debito.
rigide del duo Hollande-Merkel riunitosi in un vertice informale a
Parigi: i creditori pretendono proposte “credibili”, in altri termini,
non bisogna parlare di taglio del debito.
E” evidente che una simile impostazione non può essere accettata da
Atene, a maggior ragione ora, dopo la vittoria del no all”austeritÃ
pronunciata dal popolo greco. L”accettazione dell”impostazione dei
creditori sarebbe una plateale Caporetto per Tsipras che non solo
vedrebbe sconfitta la sua linea politica ma dovrebbe accettare anche la
smentita del mandato ricevuto dagli elettori appena due giorni fa.
Dunque il referendum, sotto questo aspetto, introduce ulteriori elementi
di rigidità tra le parti.
Atene, a maggior ragione ora, dopo la vittoria del no all”austeritÃ
pronunciata dal popolo greco. L”accettazione dell”impostazione dei
creditori sarebbe una plateale Caporetto per Tsipras che non solo
vedrebbe sconfitta la sua linea politica ma dovrebbe accettare anche la
smentita del mandato ricevuto dagli elettori appena due giorni fa.
Dunque il referendum, sotto questo aspetto, introduce ulteriori elementi
di rigidità tra le parti.
A sottolineare che la vicenda volge al brutto è arrivata ieri sera
un”ulteriore novità dalla Banca Centrale Europea che ha respinto
l”istanza proveniente dalla Grecia di aumento dei fondi di liquiditÃ
d”emergenza per le banche greche. Non solo, il direttivo dell”istituto
di Francoforte ha tagliato la valutazione del collaterale che le banche
greche devono offrire per ottenerla. Una vera mazzata.
un”ulteriore novità dalla Banca Centrale Europea che ha respinto
l”istanza proveniente dalla Grecia di aumento dei fondi di liquiditÃ
d”emergenza per le banche greche. Non solo, il direttivo dell”istituto
di Francoforte ha tagliato la valutazione del collaterale che le banche
greche devono offrire per ottenerla. Una vera mazzata.
Deve essere chiaro però che la sempre più probabile uscita della
Grecia dall”area Euro non sarà la fine della vicenda, semmai sarà la sua
trasformazione da vicenda finanziaria ed economica interna all”Unione
Europea in vicenda geopolitica di livello mondiale. Questo soprattutto
se la Grecia deciderà di rivolgersi ai paesi BRICS (Cina e Russia
in particolare) per ottenere supporto economico e finanziario. Gli Stati
Uniti, per ora silenti, non possono accettare che un paese
geopoliticamente importante come la Grecia esca dalla sua sfera
d”influenza per entrare in quella dei suoi competitori strategici.
Grecia dall”area Euro non sarà la fine della vicenda, semmai sarà la sua
trasformazione da vicenda finanziaria ed economica interna all”Unione
Europea in vicenda geopolitica di livello mondiale. Questo soprattutto
se la Grecia deciderà di rivolgersi ai paesi BRICS (Cina e Russia
in particolare) per ottenere supporto economico e finanziario. Gli Stati
Uniti, per ora silenti, non possono accettare che un paese
geopoliticamente importante come la Grecia esca dalla sua sfera
d”influenza per entrare in quella dei suoi competitori strategici.
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