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Basta guerre "umanitarie". Nessun soldato italiano in Libia

Basta guerre "umanitarie". Nessun soldato italiano in Libia
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3 Marzo 2011 - 23.02


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gherrelibiaIl progetto politico “Uniti e Diversi” lancia una petizione online contro un possibile intervento militare italiano in Libia.

La Libia sta vivendo giorni drammatici. Scontri e violenze insanguinano l”intero il Paese, nel quale sia le forze popolari sia, che l”apparato di potere, appaiono divisi lungo linee geografiche e tribali.
“In questa situazione caotica, un intervento militare esterno porterebbe esclusivamente nuovi lutti alla popolazione, e rappresenterebbe una grave violazione dell”indipendenza e della sovranità del popolo libico. Si tratterebbe dell”ennesima operazione di guerra, mascherata da ”azione umanitaria”. L”unica finalità sarebbe impadronirsi delle risorse economiche ed energetiche di un paese straniero. Esattamente come in Iraq e in Afghanistan.” dichiara Maurizio Pallante, portavoce del gruppo.

neinkriegerIl movimento per la pace, che ebbe larghissima partecipazione nel nostro paese, necessita di una rinnovata capacità di mobilitazione.

Per questo tutte le realtà che danno vita al progetto “Uniti e Diversi” lanciano una petizione online chiedendo a tutti coloro che ripudiano la guerra di firmarla e diffonderla su siti, blog, social network e mailing list.

Il testo si può sottoscrivere sul sito:
http://www.petitions24.com/nessun_soldato_italiano_in_libia.

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“UNITI e DIVERSI” è la denominazione del progetto politico che ha preso il suo avvio il 18 dicembre 2010, in un”affollata assemblea all”Università di Bologna.

Obiettivo è dar vita ad un percorso in grado di portare alla nascita di un nuovo soggetto politico, del tutto esterno ai partiti esistenti, capace di proporre un governo della transizione verso una nuova società che rifiuti l”attuale consumo insensato delle risorse, che porta alla devastazione dell”ambiente e della stessa natura umana, oltre che del tempo vitale degli individui.

I promotori concordano sulla impossibilità pratica, materiale, di proseguire lo sviluppo nelle forme e nei modelli degli ultimi due secoli.

E dunque sulla necessità di promuovere, a livello di larghissime masse popolari, nuovi stili di vita, di produzione, di consumo, basati sulla solidarietà e non sulla concorrenza.

Il nuovo soggetto politico non avrà connotati di destra o di sinistra, ma si rivolgerà alla gente di ogni ceto, per costruire un percorso di pace, di difesa dei territori, di democrazia partecipata, verso una nuova convivenza umana.

UDI promotori di “UNITI e DIVERSI” sono:
Maurizio Pallante (Fondatore del Movimento Decrescita Felice e Portavoce di “Uniti e Diversi”)
Giulietto Chiesa (Presidente del Laboratorio politico “Alternativa“)
Monia Benini (Presidente de “Per il Bene Comune“)
Massimo Fini (Fondatore del Movimento Zero)
– la Rete Provinciale Torinese dei Movimenti e Liste di Cittadinanza.

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